Pace a voiSignore, come è avvenuto che devi manifestarti a noi e non al mondo? È la domanda che Giuda, non l’iscariota, pone a Gesù nel Vangelo di oggi. È una domanda che arriva durante il lungo discorso che Gesù fa ai discepoli nell’ultima cena. Probabilmente Giuda ha iniziato a capire quanto è grande quello che sta ascoltando, e per questo pone questa domanda meravigliato.

Inviati dallo Spirito SantoTutta l’opera di Gesù è finalizzata affinché ogni uomo possa vedere la sua Manifestazione. Ma quando questo avviene? Quando si inizia ad uscire da quell’oscurità che Giovanni chiama “mondo”, che si oppone a Dio. È tutta l’opera di Gesù, la sua passione morte e resurrezione, che apre la strada per uscire dall’oscurità del mondo. Se uno mi ama osserverà la mia Parola: inizia così la vita nuova, non dovuta tanto ai propri sforzi, ma alla apertura del cuore. Infatti allora sarà possibile che “il Padre lo amerà e noi verremmo a lui e noi prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,24). Se ci rendiamo conto della grandezza di questa promessa non possiamo che rimanere stupiti e un po’ come Giuda dire Come avviene questo? Il Padre e Gesù prenderanno dimora in chi li ama!

Chiara Mirante, la fondatrice della comunità Nuovi Orizzonti, dice che quando si sente in difficoltà torna sempre con la mente a queste parole perché sono quelle che contengono in modo così bello il mistero dell’amore di Dio per lei. E Chiara Mirante sa bene cosa significhi che il Padre e il Figlio vengano a dimorare in un’anima nella quale prima erano le tenebre del mondo, avendo incontrato tanti ragazzi e ragazze dal cuore perduto che hanno iniziato a sentire in loro questa verità: prenderemo dimora presso di lui! Quando si inizia a capire che in noi può dimorare la stessa presenza del Creatore di ogni cosa, non si può che rimanere stupiti e gioire.

Allora, come Chiara Mirante, oggi torniamo su questo versetto del Vangelo e lasciamo che ci meravigli ancora una volta! E se ancora non ne abbiamo compreso il senso, chiediamo allo Spirito Consolatore di illuminarci.

✎ don Dario