Vi do la mia pace

scambio della paceVi lascio la pace, vi do la mia pace! (Gv 14,27) Questo è uno dei doni che Gesù ci lascia nel suo Vangelo.

La pace è un dono che attrae tutti, perché generalmente fatichiamo a trovare il senso pieno di cosa essa sia. Talvolta la nostra pace somiglia alla scritta Shalom sul muro che divide oggi Gerusalemme dai territori palestinesi. È una pace a caro prezzo. Per evitare attentati la pace è difesa da un muro. Ma può accadere così anche per noi, che otteniamo la pace mettendo dei muri dalle persone scomode, da problemi familiari, da inquietudini personali, oppure pensando di ottenerla quando avremo sistemato tutto, quando avremo messo le cose in ordine ecc…

La pace di cui parla Gesù nel Vangelo è una pace che pacifica l’intera esistenza ed elimina il timore. È simile alla pace che sentiamo nel cuore quando con le persone amate siamo in accordo e sintonia. Ma è ancora più grande e più profonda. Infatti il dono della pace di Cristo è la pace che si riceve solo da Lui e riguarda il nostro rapporto con Dio. È la sola pace che può vincere una certa inquietudine e angoscia esistenziale che fa parte del nostro essere uomini e donne. È talmente forte che supera anche il timore naturale della morte.

Sant’Agostino dice giustamente che il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te Signore! (Confessioni 1,6). Ecco perché in ogni celebrazione eucaristica c’è il momento in cui il Sacerdote dona a nome di Cristo la sua pace, perché questa pace va sempre ricevuta come dono. Per questo la vediamo in tanti fratelli che l’accolgono. Mi piace terminare ricordando padre Mario Murasca, sacerdote agostiniamo morto qualche giorno fa a Tor Vergata per il Covid-19. Il cappellano che lo ha visitato fine alla fine ci ha detto come avesse trasmesso un senso di letizia e serenità a tutto il reparto e agli stessi infermieri che vi prestavano servizio. Come faremo ora che lui non c’è più, ci dava tanta serenità! Sicuramente in Padre Mario c’era un ri

✎ don Dario