Una donna viene colta nel momento in cui pecca. Viene immediatamente deciso di lapidarla. Ma non solo, con astuzia e perfidia scribi e farisei la ritengono un’esca per condannare il Maestro che non riescono a fermare in nessun modo.
Su questa donna peccatrice tutti si accaniscono. Per le leggi dell’epoca ormai era una donna morta, senza dignità. Uno scandalo, da rimuovere. Quanto spesso questo avviene anche oggi. Appena troviamo qualcuno che ha peccato diventa lo scandalo, diventa il mostro, il reo da eliminare. Il giudizio della folla, fatto a volte solo guardando una foto dai giornali, fatto su una voce riportata, uccide. Eppure quanto ci da fastidio quando anche noi siamo giudicati senza sapere, senza capire perché abbiamo sbagliato, o addirittura anche quando siamo innocenti. La folla, il giudizio ti schiaccia. Non sei più una persona, sei un errore.
Ma per il nostro Maestro, non è così. Nessuno è un errore da eliminare. Siamo uomini e donne limitate, peccatori da perdonare e rimettere in cammino. La parola di Gesù infatti salva. Salva questi presunti giusti dal diventare assassini: Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra… Salva la donna dalla condizione di miseria in cui si era cacciata con il suo peccato. Usa per lei parole che ridanno dignità e vita: Neanche io ti condanno, va’ e d’ora in poi non peccare più!
Forse questa donna sarà diventata una delle prime annunciatrici della misericordia di Dio. Diceva bene Teresina di Lisieux: “Non siamo delle sante che piangono i loro peccati; noi ce ne rallegriamo perché servono a glorificare la misericordia del buon Dio”.
La quaresima ci aiuti a invocare su di noi la sua misericordia!
✎ don Dario

